Durante le prove di uno spettacolo teatrale, un gruppo di giovani attori si confronta con documenti, sentenze, testimonianze sugli anni delle stragi in Italia.
La scena diventa un laboratorio della memoria: il passato prende forma attraverso il dubbio, la ricerca, il confronto.
Custodire questa memoria non è ricordare un passato, ma una responsabilità che ogni democrazia deve assumere e continuare a curare.
L'orologio della stazione di Bologna, fermo all’ora dell’attentato neofascista del 1980, riprende a segnare l'ora esatta.
Solo attraverso la verità la democrazia può tornare a indicare la strada sicura.